In questa tornata elettorale si vota per la Provincia, ma si vota anche per l'Europa e per rinnovare alcune amministrazioni comunali. Mi voglio soffermare su una questione importante e nello stesso tempo delicata: il rapporto tra Comuni e Provincia, sul piano politico e su quello istituzionale.
Ebbene sono convinta che chi ha responsabilità a carattere sovraccomunale, nel caso la Provincia, può e deve rapportarsi al Comune in senso strettamente istituzionale.
Che significa? Indipendentemente dalle parti politiche che si confrontano a livello comunale o che hanno responsabilità di governo o di opposizione in un'amministrazione comunale, il ruolo di un amministratore provinciale è quello di esercitare le deleghe che la legge gli attribuisce e supportare l'ente territoriale nell'attuazione dei suoi programmi e a sostegno delle sue iniziative.
Questo a prescindere dal colore politico di un'amministrazione locale, ovviamente, altrimenti la funzione stessa di un Ente come la Provincia si mortificherebbe e si esaurirebbe, dando voce a chi intende sopprimere un'istituzione che deve svolgere sempre di più ed efficacemente il ruolo di cerniera tra il livello comunale e quello regionale.
Ho avuto l'onore e l'onere di ricoprire la massima responsabilità politico-istituzionale in seno alla Provincia di Napoli e posso affermare con la massima onestà e senza tema di smentite che ho fatto il mio dovere sempre e con tutti; questo mi ha permesso di confrontarmi sempre a faccia aperta e con argomenti appropriati non solo in realtà come quelle del collegio della costiera, ma anche in contesti certamente più complessi e diversi da quello peninsulare.
Perciò non approvo assolutamente le "ingerenze politiche" di chi ritiene di condizionare la vita e le vicende politiche locali facendosi forte di una carica provinciale.
In un Comune si confrontano idee, programmi, progetti e persone che in ogni caso saranno interlocutori della futura amministrazione provinciale. Sono quindi aperta al confronto con tutti e ritengo che ciascuno debba trovare nella mia persona e nell'istituzione provinciale un riferimento serio e credibile, rispettoso delle autonomie con spirito critico e costruttivo nell'interesse del Paese.
Questo mi sembra un modo di ragionare nuovo, innovativo e mi proviene dall'esperienza che ho fatto sul campo, in tanti campi.
Come vice presidente della commissione regionale per le pari opportunità il nostro operato non ci ha mai viste eticchettate per appartenenza politica.
Perciò siamo riuscite e sono riuscita a fare cose anche importanti con le scuole, con le comunità sociali e culturali, col mondo del lavoro.
Stiamo rinnovando il modo di fare politica e di amministrare la cosa pubblica, dal centro al territorio.
Sicuramente abbiamo una visione diversa da quella del centro-sinistra e intendiamo privilegiare un protagonismo effettivo di tutti i soggetti, dai più deboli a quelli forti, ma per promuovere integrazione e sviluppo.
Vogliamo restituire ai cittadini quello che la politica di centro-sinistra gli ha tolto privilegiando la politica e gli interessi di parte.
Confrontiamoci su questi temi perchè una volta eletti, pur essendo espressione di un collegio, si assume una funzione amministrativa di rappresentanza globale e questo richiede a chi ne è investito un grande senso di responsabilità.
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