Nella mia vita, oltre alla famiglia e alla politica, mi sono dedicata costantemente all'associazionismo e al volontariato, due forme di impegno sociale con diverse finalità: culturali, sociali, di solidarietà e assistenziali, artistico, gastronomico.
Ovviamente non intendo riferirmi specificamente alle realtà associative per le quali mi sono impegnata e tuttora sono attiva. Piuttosto intendo focalizzare l'attenzione sul ruolo fondamentale che viene svolto dal cosiddetto terzo settore nella nostra società.
In ogni comunità, piccola o grande che sia, lo stare insieme, il lavorare fianco a fianco tra persone che condividono stessi interessi oltre che stesse sensibilità, costituisce un importante fattore di aggregazione e di confronto grazie al quale è possibile realizzare progetti che, da soli, sicuramente avremmo la difficoltà anche solo a concepire.
E' chiaro pure che la maggior parte di queste iniziative sono realizzate da realtà associative che si autofinanziano...In alcuni casi è possibile avere il sostegno di qualche realtà istituzionale che si mostra attenta a cogliere le strardinarie opportunità che spesso si rivelano in questo mondo per tanti ancora sconosciuto.
Ecco allora che riuscire a sviluppare una relazione ed una comunicazione organica, permanente tra queste realtà e il mondo istituzionale significa riuscire ad arricchire la comunità intera del contributo che proviene da queste istanze socio-culturali-assistenziali impegnate nei più disparati settori.
Il contributo che da questo mondo può venire alla politica e al governo della cosa pubblica potrebbe essere straordinario se, solo per un momento, si riuscisse a ragionare mantenendo fuori dalla discussione le questioni di tipo politico.
Porto ad esempio di questo ragionamento quanto è sin qui accaduto nell'ambito del lavoro svolto in seno alla commissione regionale per le pari opportunità dove con le amiche e colleghe, senza alcun condizionamento legato a valutazioni di tipo partitico, siamo riuscite a conquistarci uno spazio e un'agibilità incredibili per affermare principi, valori e promuovere programmi anche innovativi.
E' stata un'esperienza esaltante e credo che occorre proseguire su questa strada puntando a qualificare sempre di più l'operato di questo mondo supportandolo, nei limiti del possibile, nell'attuazione dei programmi sociali.
Anche su questo credo siano maturi i tempi per sviluppare una politica innovativa, non più assistenzialistica come lo è stata quella dell'Amministrazione provinciale uscente.
Sono fermamente convinta che animare un tavolo permanente di incontro e di confronto fra tutti i protagonisti che operano in queste realtà affinchè le esperienze siano condivise, aiuti a fare sistema, soprattutto nel concepire una metodologia di impegno e nell'attuare programmi. Insomma, facciamo si che questa straordinaria vitalità possa tradursi in una preziosa collaborazione tra questo mondo e quello imprenditoriale.
In penisola sorrentina occorre realizzare un modello innovativo di concertazione sociale e di volontariato, in grado di raccogliere anche quelle istanze che restano emarginate da questi processi.
Sicuramente la Provincia potrà svolgere un ruolo di primaria importanza su questo fronte se riusciremo a mettere la nostra esperienza al servizio dell'istituzione.
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